Ci sono momenti in cui la chirurgia rappresenta la strada più sicura ed efficace per guarire, ridurre il dolore o tornare a camminare. Succede, ad esempio, in caso di:
- Fratture complesse, che non possono guarire spontaneamente o con il solo gesso;
- Protesi d’anca, ginocchio o spalla, quando l’articolazione è troppo usurata o dolorosa;
- Correzioni di deformità scheletriche o allineamenti sbagliati;
- Consolidamenti ritardati di fratture che non si saldano nel tempo;
- Rimozione di mezzi di sintesi dopo precedenti interventi.
Spesso la chirurgia ortopedica viene vista con paura, ma oggi grazie all’evoluzione delle tecniche e dei materiali, è sempre più sicura, mini-invasiva e personalizzata.
Tipi principali di intervento ortopedico
Vediamo le categorie più comuni di interventi sulle ossa:
1. Osteosintesi (viti, placche, chiodi)
Quando una frattura è instabile o scomposta, il chirurgo può usare mezzi metallici per tenerla ferma e favorire la guarigione. Questi elementi possono restare nel corpo o essere rimossi successivamente.
2. Protesi articolari
In caso di artrosi grave o frattura irreparabile, si può sostituire l’articolazione danneggiata con una protesi (es. anca, ginocchio, spalla). L’obiettivo è ridurre il dolore e ripristinare il movimento.
3. Interventi di riallineamento o correzione
Alcune patologie (come il ginocchio valgo o varo) richiedono una chirurgia per migliorare l’assetto dell’arto e prevenire usura precoce.
4. Rimozione mezzi di sintesi
Dopo che un osso fratturato è guarito, può essere necessario rimuovere placche, viti o chiodi, soprattutto se causano fastidio.
Prima dell’intervento: come prepararsi
Un buon esito chirurgico dipende anche da una buona preparazione. Il paziente dovrebbe:
- Seguire le indicazioni pre-operatorie (analisi, digiuno, sospensione di farmaci);
- Informare il medico di patologie o allergie;
- Sapere cosa aspettarsi e quali saranno i tempi di recupero;
- Se possibile, fare un po’ di “pre-riabilitazione” per rafforzare i muscoli prima dell’operazione.
È importante non aver paura di fare domande al chirurgo o all’équipe sanitaria. Conoscere il percorso riduce l’ansia e aiuta a sentirsi protagonisti della propria salute.
Dopo l’intervento: cosa aspettarsi
Il post-operatorio dipende dal tipo di intervento. In generale:
- Si inizia a muovere l’arto (con cautela) già dopo pochi giorni;
- È prevista una riabilitazione fisioterapica graduale;
- Si monitorano eventuali segni di infezione o complicanze;
- L’uso di bastoni, stampelle o tutori può essere temporaneamente necessario;
- Il dolore è controllato con farmaci specifici, e diminuisce con il passare dei giorni.
L’obiettivo è tornare quanto prima a camminare, muoversi e vivere con autonomia, con attenzione e pazienza.
Un percorso da affrontare con fiducia
Affrontare un’operazione ortopedica può spaventare, ma sapere cosa ci aspetta è il primo passo per affrontarla al meglio. La chirurgia non è una sconfitta, ma uno strumento potente per migliorare la qualità della vita.
Parlarne con familiari, fisioterapisti e medici aiuta a non sentirsi soli nel percorso. Anche i caregiver possono avere un ruolo chiave nel supporto quotidiano.

