venerdì, Gennaio 23, 2026
HomeSpecialità

Specialità

Ipotiroidismo da immune checkpoint inhibitors e terapia sostitutiva: nuove strategie di titolazione della levotiroxina

Nei pazienti oncologici trattati con immune checkpoint inhibitors, l’ipotiroidismo rappresenta una complicanza frequente. Questo studio valuta le differenze di fabbisogno di levotiroxina tra diversi pattern di disfunzione tiroidea e introduce una strategia di titolazione rapida, associata a un più rapido raggiungimento dell’eutiroidismo e a un profilo di sicurezza sovrapponibile alla pratica standard.

Amenorrea ipotalamica funzionale e salute ossea

In assenza di recupero del ciclo mestruale dopo interventi sullo stile di vita, il trattamento farmacologico diventa cruciale per la protezione scheletrica nelle donne con amenorrea ipotalamica funzionale. Questa revisione sistematica con network meta-analisi analizza 13 trial randomizzati, confrontando HRT transdermica, HRT orale, COCP e terapie anaboliche. L’HRT transdermica migliora significativamente la BMD lombare e femorale, mentre il teriparatide mostra il maggiore effetto sulla colonna lombare.

IL-6 muscolo-derivata e metabolismo osseo: il ruolo dell’esercizio nel dialogo muscolo–osso

Il muscolo scheletrico è oggi riconosciuto come un vero organo endocrino. Durante l’esercizio fisico, la contrazione muscolare induce il rilascio di IL-6, che agisce come mediatore chiave nel crosstalk muscolo–osso. A seconda del contesto biologico, l’IL-6 può stimolare il riassorbimento osseo o supportare l’adattamento metabolico dello scheletro. Comprendere la distinzione tra IL-6 fisiologica da esercizio e IL-6 pro-infiammatoria è cruciale per interpretare il ruolo dell’attività fisica nella prevenzione e gestione delle patologie del metabolismo osseo.

D-chiro-inositolo: un nuovo alleato per l’osso

Nella videointervista, il prof. Roberto Baldelli approfondisce il ruolo del D-chiro-inositolo nella salute ossea, analizzandone meccanismo d’azione, evidenze scientifiche e potenziale utilizzo nell’osteopenia.

Parodontite e osteoporosi: evidenze cliniche, meccanismi comuni e implicazioni diagnostiche

Parodontite e osteoporosi sono collegate da meccanismi infiammatori e osteoclastici comuni, microbiota alterato e fattori ormonali. I pazienti con perdita di osso alveolare hanno maggiore probabilità di bassa densità minerale: il dentista diventa un potenziale primo rilevatore di rischio osteoporotico.

Complicanze renali nell’ipoparatiroidismo cronico

I pazienti con ipoparatiroidismo cronico presentano un rischio aumentato di complicanze renali, legate sia alla malattia sia alla terapia convenzionale. Ipercalciuria, iperfosfatemia e depositi calcifici possono condurre nel tempo a nefrocalcinosi, calcolosi e insufficienza renale cronica. Le nuove terapie sostitutive con PTH e un follow-up strutturato rappresentano elementi chiave per una gestione più sicura ed efficace.

Stress materno durante l’allattamento e sviluppo osseo della prole

Sempre più studi mostrano che lo stress psicologico materno durante l’allattamento può influenzare la qualità dello sviluppo scheletrico della prole, con effetti che si estendono fino all’età adulta. Una panoramica delle evidenze e delle implicazioni cliniche per chi si occupa di metabolismo osseo.

Basso turnover e rischio fratturativo nell’ipoparatiroidismo cronico

L’ipoparatiroidismo cronico, spesso post-chirurgico, determina un basso turnover osseo per carenza di PTH, con riduzione dei marcatori di rimodellamento e BMD generalmente conservata o aumentata. Le evidenze su microarchitettura e rischio fratturativo sono eterogenee, soprattutto per le fratture vertebrali. L’articolo analizza criticamente i dati su BTMs, BMD, TBS, HR-p-QCT e le implicazioni cliniche per la gestione del paziente.

Osteosarcopenia e rischio clinico

Sarcopenia, osteoporosi e osteosarcopenia aumentano il rischio di fratture e mortalità. Tuttavia, l’osteosarcopenia non incrementa ulteriormente il rischio di fratture rispetto alle due condizioni isolate. La sarcopenia pesa di più sulla mortalità, l’osteoporosi sulle fratture.

Microbiota intestinale e osteoporosi postmenopausale lungo l’asse intestino-osso

Il microbiota intestinale emerge come fattore chiave nella fisiopatologia dell’osteoporosi postmenopausale, influenzando immunità, endocrinologia, assorbimento del calcio e attività osteoclastica. Le recenti evidenze suggeriscono che probiotici selezionati possano rappresentare un supporto terapeutico complementare, anche se la maggior parte delle prove deriva da modelli animali. Una sintesi critica dello studio pubblicato su Women’s Health mette in luce i meccanismi biologici e le potenzialità cliniche dell’asse intestino-osso.

Articoli recenti