mercoledì, Marzo 11, 2026

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The Bone Identity | VI congresso BoneHealth

Il 7 marzo 2026 si è svolto a Milano il VI Congresso BoneHealth – The Bone Identity | Update 2026, che ha coinvolto 125 partecipanti tra endocrinologi, reumatologi e altri specialisti del metabolismo osseo. L’evento ha approfondito i meccanismi biologici dell’osso, le nuove terapie per l’osteoporosi e le complicanze osteometaboliche nei pazienti oncologici.

Magnesio, Calcio e micronutrienti: un approccio integrato nella prevenzione della fragilità ossea

La salute dell’osso non dipende esclusivamente dall’apporto di calcio e vitamina D. Il magnesio svolge un ruolo chiave nella regolazione dell’omeostasi minerale, nella modulazione del paratormone e nella mineralizzazione della matrice ossea. Anche il rapporto dietetico calcio-magnesio influenza gli esiti metabolici e il rischio di patologie croniche. L’articolo esamina inoltre biodisponibilità e tollerabilità delle diverse formulazioni di calcio e il contributo di micronutrienti come zinco, rame, silicio, manganese e boro, evidenziando l’importanza di un approccio nutrizionale integrato nella prevenzione della fragilità ossea.

Scoliosi e altre deviazioni della colonna: cosa sapere da adulti

Le deviazioni della colonna vertebrale non sono solo un problema dell’età evolutiva. In età adulta possono accentuarsi, interferire con l’equilibrio e aumentare il rischio di dolore e fratture. Informarsi aiuta a prevenire complicazioni.

Ormone della crescita e metabolismo epatico dei lipidi: nuove implicazioni sistemiche

Uno studio crossover su volontari sani e pazienti con acromegalia mostra che l’attivazione dell’asse GH/IGF-I stimola l’export epatico dei trigliceridi, riducendo l’accumulo lipidico intraepatico. Il blocco recettoriale del GH tende invece ad aumentare la lipogenesi de novo. I risultati chiariscono i meccanismi antisteatosici del GH e suggeriscono effetti sistemici rilevanti anche per il metabolismo osseo.

Il dolore alla schiena dopo una certa età: sempre colpa delle ossa?

Mal di schiena dopo i 50 anni? Non è sempre colpa delle ossa. Questo articolo ti aiuta a distinguere le cause più comuni, dai muscoli alle vertebre, e ti spiega quando è giusto approfondire con esami come la MOC o la risonanza magnetica.

Metabolismo del ferro e rischio di frattura osteoporotica

Attraverso dati GWAS e outcome clinici del database FinnGen, lo studio dimostra che l’aumento geneticamente determinato dei livelli di ferro sierico è associato a un rischio più che raddoppiato di fratture osteoporotiche, incluse quelle postmenopausali. L’assenza di associazione con la sola osteoporosi suggerisce un ruolo del ferro nella fragilità scheletrica e nella suscettibilità alla frattura più che nella perdita di massa ossea.

Legame tra malattie infiammatorie croniche intestinali e ossa

Le malattie infiammatorie croniche intestinali, come colite ulcerosa e Crohn, non colpiscono solo l’intestino. Possono influenzare anche la salute ossea. Questo articolo spiega perché e come intervenire.

Standardizzazione nei modelli di osteoporosi postmenopausale

Attraverso l’analisi di oltre 660 studi e una validazione sperimentale multilivello, She et al. dimostrano che l’età dell’animale e il timing post-ovariectomia sono determinanti per la qualità del modello di osteoporosi postmenopausale. L’ovariectomia in topi C57BL/6J di 8 settimane consente di intervenire su animali sessualmente maturi e fenotipicamente stabili. La valutazione dinamica di microarchitettura ossea, densità minerale e marker di turnover indica la nona settimana post-intervento come finestra temporale ottimale per studi patogenetici e terapeutici. Lo studio contribuisce a ridurre l’eterogeneità metodologica nella ricerca preclinica sull’osteoporosi.

Storia delle nostre ossa, dalla nascita alla vecchiaia

Il nostro scheletro cambia insieme a noi: cresce, si rafforza, si trasforma. Questo articolo è un viaggio nel tempo tra le età della vita, per scoprire cosa succede davvero alle ossa — e come possiamo prendercene cura in ogni stagione dell’esistenza.

Genetica della funzione tiroidea e nuove prospettive per la medicina personalizzata

Oltre il 50% della variabilità interindividuale di TSH e ormoni tiroidei è geneticamente determinata. Le moderne strategie genomiche permettono oggi di distinguere tra alterazioni di set-point e disfunzione tiroidea subclinica, con potenziali ricadute su rischio cardiovascolare, metabolico e neurologico. L’integrazione della genetica nella pratica clinica rappresenta una delle sfide più rilevanti dell’endocrinologia moderna.

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