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Metabolismo glucidico e risposta ossea alla vitamina D attiva

Il metabolismo glucidico potrebbe influenzare la risposta scheletrica ai trattamenti con analoghi attivi della vitamina D. Un'analisi post hoc dello studio randomizzato DPVD, pubblicata sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, ha rilevato incrementi differenti della densità minerale ossea in relazione all'evoluzione dello stato glicemico. I risultati rafforzano l'interesse per le interazioni tra metabolismo energetico e rimodellamento osseo, pur richiedendo ulteriori conferme prima di una possibile applicazione clinica.

Yoga e Pilates con l’osteoporosi, quali movimenti richiedono attenzione?

Yoga e Pilates possono far parte di uno stile di vita attivo anche dopo una diagnosi di osteoporosi. Occorre però prestare attenzione alle flessioni profonde della colonna, alle torsioni forzate e agli esercizi che combinano movimento e carico sulla schiena. Le precauzioni dipendono dal rischio individuale, dalla presenza di fratture vertebrali e dall'esperienza della persona. Un programma adattato, affiancato da esercizi di forza ed equilibrio, può contribuire a mantenere autonomia e benessere.

Osteogenesi imperfetta, il Bone Health Index predice le fratture

Quanto può dirci una misurazione della densità minerale ossea sulla probabilità che un bambino con osteogenesi imperfetta vada incontro a una frattura? È una...

Diabete e ossa, perché possono essere fragili anche con una MOC normale?

Il rapporto tra diabete e salute ossea cambia a seconda del tipo di diabete e delle caratteristiche individuali. Nel diabete di tipo 2 la MOC può sottostimare il rischio di frattura, perché misura la densità minerale ma non tutte le proprietà che determinano la resistenza dell'osso. Controllo glicemico, durata della malattia, complicanze, forza muscolare e terapie contribuiscono al rischio complessivo. Una valutazione personalizzata permette di individuare le persone che necessitano di maggiore attenzione.

Ipertrigliceridemia severa, nuove terapie in arrivo

L’ipertrigliceridemia severa è associata infatti a un aumento del rischio cardiovascolare e, nelle forme più marcate, a una probabilità molto maggiore di pancreatite acuta....

Peso e ossa, essere più pesanti significa essere più protetti?

Un peso corporeo molto basso può associarsi a minore densità ossea e maggiore rischio di frattura, ma questo non significa che sovrappeso e obesità mettano lo scheletro al riparo. Anche una perdita di peso importante può coinvolgere muscoli e osso. Per proteggere lo scheletro è quindi più utile guardare alla qualità della composizione corporea che inseguire un numero sulla bilancia.

Un cromosoma X in più può cambiare anche l’immunità

Una nuova meta-analisi mostra una maggiore suscettibilità alle malattie autoimmuni nelle persone con sindrome di Klinefelter. Il dato apre una finestra interessante sul ruolo dei cromosomi sessuali nella regolazione dell’immunità e aiuta a comprendere perché alcune patologie autoimmuni siano molto più frequenti nelle donne.

Dopo una frattura quando si torna alla vita di prima?

Il consolidamento dell'osso è soltanto una parte del percorso dopo una frattura. Immobilità, perdita di forza, dolore e timore di cadere nuovamente possono rallentare il recupero dell'autonomia anche quando la guarigione procede regolarmente. Riabilitazione, movimento progressivo e obiettivi realistici aiutano a ricostruire, passo dopo passo, le attività della vita quotidiana.

Il cervello regola anche l’osso?

Un nuovo studio sulla sindrome di Bardet-Biedl mostra che l’attivazione del recettore MC4R non agisce soltanto su fame e peso, ma modifica diversi assi endocrini. L’osso non è stato studiato direttamente, ma i risultati su IGF-1 e ormoni sessuali aprono nuove domande sul rapporto tra cervello, metabolismo energetico e salute scheletrica.

Iperplasia surrenalica congenita e gravidanza

Nelle donne con iperplasia surrenalica congenita la gravidanza è possibile, ma il concepimento può richiedere più tempo. Un nuovo articolo di JCEM mostra perché il controllo del progesterone follicolare, insieme a dose e timing della terapia glucocorticoide, diventa centrale già nella fase preconcezionale.

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