venerdì, Febbraio 20, 2026
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Legame tra malattie infiammatorie croniche intestinali e ossa

Chi soffre di colite ulcerosa o morbo di Crohn rischia anche problemi alle ossa. Ecco perché infiammazione, farmaci e malassorbimento possono indebolire lo scheletro, e cosa fare per proteggersi.

Chi soffre di una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI), come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa, spesso concentra le sue attenzioni su sintomi gastrointestinali, dolori addominali e infiammazioni viscerali. Ma esiste un legame meno conosciuto – e altrettanto importante – tra queste condizioni e la salute delle ossa.

Ossa e intestino sembrano lontani, ma sono collegati da vie fisiologiche e infiammatorie complesse. Capire questo legame è fondamentale per chi convive con una MICI, perché la prevenzione delle complicanze ossee inizia dalla consapevolezza.

Il rischio invisibile: osteopenia e osteoporosi

Molti pazienti affetti da MICI sviluppano osteopenia (riduzione della densità ossea) o osteoporosi nel corso della loro vita. Questo avviene spesso in silenzio, senza sintomi evidenti, fino a che non si manifesta una frattura da fragilità. La colonna vertebrale, le anche e i polsi sono le sedi più colpite.

Le cause? Sono diverse e spesso si sommano:

  • Infiammazione cronica sistemica
  • Malassorbimento di calcio e vitamina D
  • Uso prolungato di cortisonici
  • Ridotta attività fisica per dolori e affaticamento
  • Magrezza e carenze nutrizionali frequenti

Il ruolo dell’infiammazione

L’infiammazione è un nemico silenzioso delle ossa. Le MICI attivano una risposta infiammatoria cronica che stimola il riassorbimento osseo e blocca la formazione di nuovo tessuto osseo. Il risultato è uno squilibrio che nel tempo indebolisce la struttura dello scheletro.

Farmaci salvavita ma da monitorare

I farmaci cortisonici sono spesso necessari per controllare le fasi acute delle MICI, ma a lungo andare possono danneggiare le ossa, riducendo la sintesi di collagene e la deposizione di minerali. Non bisogna mai sospendere questi farmaci senza indicazione medica, ma è importante discuterne con il proprio specialista per valutare alternative e strategie di protezione.

Cosa fare per proteggere lo scheletro

La prevenzione inizia con uno stile di vita attento e alcune strategie mirate:

  • Assumere vitamina D (sotto controllo medico), soprattutto nei mesi invernali
  • Integrare calcio se l’alimentazione ne è carente
  • Evitare il fumo e ridurre l’alcol
  • Fare attività fisica regolare, anche moderata, per stimolare il tessuto osseo
  • Chiedere una MOC (densitometria ossea) se indicato dallo specialista

Nei casi a rischio elevato, lo specialista può proporre una terapia farmacologica protettiva per lo scheletro.

Parlane con il tuo medico

Chi vive con una malattia infiammatoria intestinale dovrebbe includere anche la salute delle ossa nei propri controlli di routine. Parlare con il gastroenterologo o il medico di famiglia del rischio osseo, chiedere consigli su supplementi e attività fisica, e farsi guidare in un percorso di prevenzione può fare la differenza.

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