giovedì, Febbraio 26, 2026
Spazio pazientiIl dolore alla schiena dopo una certa età: sempre colpa delle ossa?

Il dolore alla schiena dopo una certa età: sempre colpa delle ossa?

Il mal di schiena è un disturbo molto diffuso, soprattutto dopo i 50 anni. Ma non sempre è causato da problemi ossei. Scopriamo insieme come riconoscere le cause, quando preoccuparsi e quando è il caso di fare esami specifici.

Il mal di schiena è uno dei disturbi più comuni tra gli adulti, soprattutto superata la soglia dei 50 anni. Può essere acuto o cronico, localizzato o diffuso, lieve o invalidante. Eppure, nonostante la sua frequenza, non è sempre facile capirne la causa.

Molti pensano subito a “problemi di ossa” — come osteoporosi o fratture — ma non è sempre così. Il mal di schiena può avere origini molto diverse: muscolari, articolari, nervose, o effettivamente ossee. E saper distinguere queste cause è fondamentale per ricevere il giusto trattamento.

Ossa, muscoli, nervi: chi è il colpevole?

Ecco una panoramica delle principali cause del mal di schiena in età adulta:

  • Cause muscolari: sono le più comuni. Possono derivare da posture scorrette, sollevamenti errati o sforzi improvvisi. Il dolore è spesso localizzato, migliora con il riposo e peggiora con il movimento.

  • Artrosi vertebrale: l’usura delle articolazioni della colonna può causare dolore cronico, rigidità mattutina e limitazione nei movimenti.

  • Ernia del disco o compressioni nervose: quando un disco intervertebrale spinge su un nervo, può provocare dolore irradiato a gambe o braccia (sciatalgia), formicolii o debolezza.

  • Osteoporosi e fratture vertebrali: una schiena che “cede” all’improvviso, con dolore acuto e persistente, soprattutto in assenza di traumi, può indicare una frattura da fragilità, tipica dell’osteoporosi.

  • Altre cause più rare: infezioni vertebrali, tumori ossei o metastasi possono essere alla base di un dolore costante e notturno, resistente agli antidolorifici comuni.

Quando preoccuparsi?

Non tutto il mal di schiena richiede indagini approfondite, ma ci sono segnali che meritano attenzione. Consulta un medico se:

  • il dolore è molto forte e non migliora con il riposo
  • compare improvvisamente, senza causa apparente
  • peggiora di notte o ti sveglia dal sonno
  • si associa a perdita di peso, febbre o stanchezza intensa
  • hai avuto una frattura in passato o sei a rischio di osteoporosi

In questi casi, il medico potrebbe prescrivere esami come:

  • Radiografia: utile per individuare artrosi o fratture
  • Risonanza magnetica: mostra dettagli dei dischi e dei nervi
  • Densitometria ossea (MOC): valuta la densità minerale delle ossa e il rischio frattura
  • Esami del sangue: per escludere infezioni o infiammazioni sistemiche

Il ruolo dell’età e dei cambiamenti del corpo

Con il passare degli anni, il nostro corpo cambia. I dischi intervertebrali si disidratano, le articolazioni si irrigidiscono, la massa muscolare tende a ridursi. Tutto questo può contribuire all’insorgenza del mal di schiena, anche in assenza di una vera e propria malattia.

Inoltre, le donne in menopausa sono particolarmente esposte al rischio di osteoporosi e, di conseguenza, di fratture vertebrali “silenziose” che possono manifestarsi solo con un dolore persistente alla schiena.

Cosa si può fare?

La buona notizia è che molto si può fare, anche in presenza di dolore:

  • Attività fisica regolare: camminare, nuotare o praticare ginnastica dolce aiuta a rinforzare muscoli e migliorare la postura

  • Fisioterapia personalizzata: un fisioterapista può insegnare esercizi mirati per rinforzare i muscoli della schiena e migliorare la mobilità

  • Alimentazione e integratori: una dieta ricca di calcio e vitamina D supporta la salute ossea

  • Farmaci: antidolorifici o miorilassanti possono aiutare nei periodi acuti, ma sempre sotto controllo medico

  • Valutazioni periodiche: se si è a rischio di osteoporosi o si hanno già patologie vertebrali, è importante monitorare la salute ossea nel tempo

In sintesi

Il mal di schiena non è una condanna inevitabile dell’età adulta. Capire da dove viene è il primo passo per affrontarlo nel modo giusto. E quando a provocarlo sono davvero le ossa, oggi esistono molte strategie per prevenirne il peggioramento e proteggere la colonna.

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