Quando si parla di osteoporosi, l’immaginario comune la associa quasi esclusivamente alle donne, in particolare dopo la menopausa. Questa convinzione porta molti uomini a pensare di essere al riparo dal rischio di ossa fragili. In realtà, l’osteoporosi colpisce anche il sesso maschile, soprattutto con l’avanzare dell’età.
Quanto è diffusa l’osteoporosi negli uomini
Si stima che una quota significativa di fratture da fragilità riguardi uomini sopra i 65–70 anni. Tuttavia, rispetto alle donne, negli uomini la diagnosi arriva spesso più tardi, talvolta solo dopo una frattura. Questo ritardo dipende in parte dal fatto che si presta meno attenzione alla salute ossea maschile.
Il ruolo degli ormoni maschili
Anche negli uomini gli ormoni giocano un ruolo chiave nel mantenimento della massa ossea. Il testosterone contribuisce alla forza delle ossa e alla massa muscolare. Con l’età, i livelli ormonali possono ridursi gradualmente, favorendo una perdita di densità ossea spesso silenziosa.
Malattie e farmaci che aumentano il rischio
Esistono condizioni che aumentano il rischio di osteoporosi negli uomini, come malattie croniche infiammatorie, patologie endocrine, disturbi gastrointestinali o insufficienza renale. Anche l’uso prolungato di alcuni farmaci, come i corticosteroidi, può indebolire progressivamente lo scheletro.
Fratture: quando il campanello d’allarme suona tardi
Negli uomini, le fratture da fragilità avvengono più frequentemente a carico dell’anca e delle vertebre. Spesso una frattura viene attribuita a una caduta “sfortunata”, senza indagare lo stato di salute delle ossa. Eppure, una frattura può essere il primo segnale di un’osteoporosi non diagnosticata.
Prevenzione e controlli anche al maschile
La prevenzione è possibile anche per gli uomini. Uno stile di vita attivo, una dieta adeguata, l’attenzione al consumo di alcol e al fumo sono elementi fondamentali. In presenza di fattori di rischio, il medico può valutare la necessità di esami specifici per la salute ossea.
Superare un tabù culturale
Riconoscere che anche gli uomini possono avere ossa fragili significa superare un tabù culturale. Parlare di osteoporosi maschile aiuta a promuovere diagnosi più precoci e percorsi di cura più efficaci, migliorando la qualità della vita nel tempo.

