giovedì, Maggio 23, 2024
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Fibrodisplasia ossificante progressiva

La fibrodisplasia ossificante progressiva è una malattia autosomica dominante che provoca l'ossificazione dei tessuto muscolari, cartilaginei e tendinei e ha una diagnosi purtroppo infausta

La fibrodisplasia ossificante progressiva (FOP) è una malattia genetica estremamente rara, la quale porta le cellule dei muscoli scheletrici e del tessuto connettivo costituente i tendini e i legamenti a modificarsi trasformandosi in cellule tipiche del tessuto osseo. Si tratta di una condizione congenita, ovvero i suoi portatori ne sono affetti sin dalla nascita, e di origine genetica, in particolare è una malattia autosomica dominante.

Epidemiologia

La FOP colpisce una persona ogni 2 milioni circa, rientrando quindi nelle malattie rare, stando a un dato epidemiologico del 2017 sarebbero affette da questa malattia solo 800 persone in tutto il mondo. L’insorgenza della malattia è ancora a livello embrionale ed è frutto di un evento spontaneo, molto raramente è invece trasmessa dai genitori.

Cause

La fibrodisplasia ossificante progressiva è causata da una mutazione nel gene ACVR1, situato sul cromosoma 2. Il gene ACVR1 è responsabile della produzione della proteina recettoriale Activin A receptor type 1, che regola la crescita, sviluppo e riparazione del tessuto scheletrico. In condizioni fisiologiche il recettore si attiva al bisogno quindi nella fase di sviluppo e poi in caso di fratture per la rigenerazione ossee. Nelle condizioni patologiche, quindi nelle persone affette da fibrodisplasia ossificante progressiva ( sia essa acquisita quindi scatenata da una mutazione spontanea o, nel caso più raro ancora, ereditaria) il recettore ACVR1 a causa della mutazione è perennemente attivato (attivazione costitutiva), comportando una perdita di controllo dei processi di ossificazione sopraindicati andando progressivamente a sostituire il tessuto connettivo con il tessuto osseo.

Sintomi e conseguenze

Il primo sintomo che si manifesta in presenza di questa malattia è una perdita di mobilità delle articolazioni e dei muscoli, in quanto il tessuto osseo è andato a sostituire quello muscolare, tendineo e cartilagineo. Le ripercussioni maggiori sono sulle capacità motorie del paziente. Statisticamente la malattia si manifesta preferenzialmente a partire dalla parte superiore del corpo, pregiudicando inizialmente le articolazioni e i muscoli della testa, collo, torace e arti superiori; in un secondo momento si compromettono le funzionalità muscolari e articolari dell’addome, pelvi e arti inferiori.

I pazienti affetti da FOP rilevano in tempi brevi una difficoltà nel masticare e parlare a causa dell’ossificazione dell’articolazione temporo-mandibolare, portando successivamente a malnutrizione se non diagnosticata in tempo.

I problemi di equilibrio e coordinazione sono dati dall’ossificazione di articolazioni importanti quali spalla, gomito e ginocchio, inducendo oltretutto il paziente ad andare incontro a numerose fratture o infortuni muscolo-articolari, i quali danno luogo a processi riparativi insoliti a causa dell’iper-attivazione della proteina recettoriale ACVR1 che produce tessuto osseo extra. Questo può essere un campanello d’allarme qualora non sia ancora stata diagnosticata la malattia, perché in prossimità degli eventi traumatici si formano delle protuberanze ossee. La conseguenza più grave che la fibrodisplasia ossificante progressiva porta, e che è solitamente anche la causa del decesso, è la sempre maggior difficoltà ad espandere la gabbia toracica portando a gravi problemi di respirazione.

Esistono alcune parti del corpo che non vengono mai intaccate dalla malattia, queste sono: lingua, miocardio, diaframma, muscolatura liscia e muscoli extraoculari.

Diagnosi

La diagnosi della fibrodisplasia ossificante progressiva avviene, purtroppo, in tempi lunghi a causa della sua rarità: infatti i primi sintomi portano lo specialista a ipotizzare malattie più comuni come tumori ossei o fibromatosi aggressiva giovanile. L’esame obiettivo è senz’altro il primo step per diagnosticare correttamente la malattia, ma può essere confermato solo da un’analisi del genoma.

Alluci deformi, difficoltà motorie, perdita di equilibrio e frequenti fratture, comparsa improvvisa sul copro di infiammazione: questi sono gli aspetti che si presentano ad un primo esame obiettivo. L’analisi del DNA finalizzata a rivelare eventuali mutazioni confermerà la mutazione al gene ACVR1.

Terapia

Purtroppo i trattamenti ad oggi disponibili sono esclusivamente sintomatici, vanno quindi ad alleviare la sintomatologia posticipando le complicazioni ma non sono in grado di curare la malattia, né in fase embrionale né durante la prima infanzia del bambino.

I possibili trattamenti contro la FOP sono: somministrazione di FANS o corticosteroidi per contrastare i fenomeni infiammatori improvvisi e l’uso di tutori e supporti per la deambulazione. Non è praticabile una chirurgia per andare a eliminare i grumi di tessuto osseo perché la sovra-espressione della proteina ACVR1 comporterebbe un’ossificazione della zona lesa ancora maggiore, proprio per la risposta insolita ed esagerata alle lesioni muscolari o ossee della proteina che regola la crescita di questo tessuto.

 

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