Si è svolto il 7 marzo all’Enterprise Hotel di Milano il VI Congresso BoneHealth – The Bone Identity | Update 2026, appuntamento ormai consolidato per gli specialisti impegnati nello studio e nella gestione delle patologie osteometaboliche. L’evento ha visto la partecipazione di 125 professionisti tra endocrinologi, reumatologi, internisti e altri specialisti del metabolismo osseo, confermando il crescente interesse per un ambito clinico in continua evoluzione.
Il congresso, diretto scientificamente da Gregorio Guabello e Matteo Longhi, ha offerto un momento di aggiornamento sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle prospettive terapeutiche emergenti. Il filo conduttore dell’edizione 2026 è stato il concetto di “identità dell’osso”: non più semplice struttura di sostegno, ma organo dinamico e metabolicamente attivo, al crocevia tra endocrinologia, immunologia, nutrizione e oncologia.
Questa visione sistemica ha guidato l’intero programma scientifico, articolato in diverse sessioni dedicate ai meccanismi biologici, alla diagnostica e alle strategie terapeutiche più avanzate.
Dalla fisiopatologia alla diagnosi differenziale
La prima parte della giornata è stata dedicata alla fisiopatologia del tessuto osseo, con interventi focalizzati sui processi cellulari e molecolari che regolano il rimodellamento scheletrico. Il dialogo tra osteoblasti, osteoclasti e osteociti – mediato da complessi network di segnali biochimici – rappresenta oggi uno dei campi più dinamici della ricerca sul metabolismo osseo.
Accanto agli aspetti biologici, ampio spazio è stato riservato alla diagnosi differenziale delle osteopatie, tema sempre più rilevante nella pratica clinica. La corretta interpretazione dei marker biochimici e dei parametri metabolici rappresenta infatti un passaggio cruciale per distinguere tra condizioni a basso o alto turnover e orientare in modo appropriato le scelte terapeutiche.
Le nuove strategie farmacologiche
Uno dei momenti centrali del congresso è stato il confronto sulle terapie farmacologiche per l’osteoporosi, con particolare attenzione alla traslazione dei dati dei trial clinici nella pratica quotidiana.
Tra i temi discussi:
- il ruolo degli anti-riassorbitivi, con il confronto tra aminobisfosfonati e denosumab;
- le terapie anaboliche, inclusi gli agonisti del paratormone e il romosozumab;
- le strategie di terapia sequenziale o combinata nei pazienti che non rispondono adeguatamente ai trattamenti iniziali.
La gestione del cosiddetto non-responder rappresenta oggi una delle principali sfide cliniche: l’evoluzione delle conoscenze sul metabolismo osseo ha infatti aperto la strada a schemi terapeutici più complessi e personalizzati, basati sull’integrazione di farmaci con meccanismi d’azione differenti.
L’osso nel paziente oncologico
Un’altra sessione di grande interesse ha riguardato la salute ossea nei pazienti oncologici. Con l’aumento della sopravvivenza nei tumori solidi e nelle neoplasie ematologiche, le complicanze osteometaboliche correlate ai trattamenti stanno assumendo un peso crescente nella gestione a lungo termine dei pazienti.
Le terapie antitumorali possono infatti interferire con il metabolismo osseo, favorendo la perdita di massa scheletrica e aumentando il rischio di fratture. La sindrome nota come Cancer Treatment–Induced Bone Loss rappresenta oggi un ambito di ricerca e di pratica clinica in rapido sviluppo, che richiede un approccio multidisciplinare e una stretta collaborazione tra oncologi ed esperti di metabolismo osseo.
Malattie rare e nuovi trattamenti
Nel pomeriggio il congresso ha affrontato alcune patologie rare del metabolismo osseo, ambiti in cui negli ultimi anni si sono registrati importanti progressi terapeutici.
Tra i temi trattati:
- l’impiego di asfotase-alfa nell’ipofosfatasia;
- l’utilizzo di burosumab nella tumor-induced osteomalacia;
- il ruolo del neridronato nella sindrome algodistrofica.
Queste condizioni, spesso complesse e difficili da diagnosticare, rappresentano un terreno particolarmente fertile per l’innovazione farmacologica e per lo sviluppo di modelli di presa in carico multidisciplinari.
Confronto clinico e nuove generazioni
Come nelle precedenti edizioni, il congresso ha dedicato spazio anche alla discussione di casi clinici complessi, presentati da giovani specialisti. Questo momento di confronto diretto tra diverse esperienze cliniche ha rappresentato uno degli elementi più apprezzati dell’incontro, favorendo il dialogo tra generazioni di medici e promuovendo una riflessione condivisa sulle sfide ancora aperte nella gestione delle malattie dello scheletro.
Un appuntamento sempre più centrale
Giunto alla sua sesta edizione, il Congresso BoneHealth conferma il proprio ruolo come piattaforma di aggiornamento e confronto per i professionisti che si occupano di metabolismo osseo.
La partecipazione di 125 specialisti dimostra come il tema della salute ossea stia acquisendo un peso crescente nella medicina contemporanea. L’edizione 2026 ha mostrato con chiarezza come la medicina dello scheletro stia evolvendo verso un approccio sempre più integrato: dalla biologia molecolare alle terapie innovative, fino alla gestione delle complicanze nelle patologie croniche e oncologiche.
In questo scenario, incontri scientifici come The Bone Identity non rappresentano soltanto momenti di aggiornamento, ma veri laboratori di confronto tra discipline diverse. È proprio da questo dialogo che possono nascere le strategie cliniche capaci di migliorare la prevenzione, la diagnosi e la cura delle patologie ossee nel prossimo futuro.
Evento realizzato grazie al contributo non condizionante di:









