Molti trattamenti farmacologici fondamentali per la salute di cuore, cervello o altri organi possono, come effetto collaterale, compromettere la salute dello scheletro. Non significa che vadano evitati, ma che è importante conoscere i rischi e adottare misure protettive.
Cortisonici: alleati potenti, ma con effetti collaterali
I glucocorticoidi (cortisone e derivati) sono usati per curare infiammazioni, allergie, malattie autoimmuni. Se assunti per periodi prolungati, riducono la formazione ossea e aumentano il riassorbimento, favorendo l’osteoporosi. Il rischio cresce con dosi elevate e terapie croniche.
Antidepressivi e psicofarmaci: un rischio poco noto
Alcuni antidepressivi, in particolare gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), sono stati associati a una riduzione della densità minerale ossea e a un aumento del rischio di fratture, soprattutto negli anziani. Anche alcuni antipsicotici e ansiolitici possono interferire con l’equilibrio ormonale o la coordinazione motoria, aumentando il rischio di cadute.
Antiepilettici e barbiturici
Farmaci come la fenitoina, il fenobarbital e il valproato interferiscono con il metabolismo della vitamina D e del calcio. L’assunzione cronica può compromettere la mineralizzazione ossea, in particolare nei giovani pazienti e nelle donne in menopausa.
Anticoagulanti e osteoporosi
L’eparina, se usata a lungo, può aumentare il rischio di osteoporosi. Anche il warfarin può avere effetti sulla vitamina K, importante per la salute delle ossa. I nuovi anticoagulanti orali (NAO) sembrano avere un impatto minore, ma è comunque utile parlarne con il medico.
Inibitori dell’aromatasi e salute ossea
Nelle donne operate di tumore al seno, le terapie ormonali come gli inibitori dell’aromatasi abbassano i livelli di estrogeni, accelerando la perdita ossea. In questi casi, spesso si affianca una terapia protettiva per lo scheletro.
Quando parlarne con il medico
È importante discutere con il medico curante o con il farmacista:
- se si devono iniziare terapie lunghe con uno di questi farmaci
- se si ha una storia di fratture o osteoporosi in famiglia
- se si notano dolori ossei, perdita di altezza o cambiamenti nella postura
Strategie di prevenzione
Non sempre è possibile evitare il farmaco. Ma ci sono misure preventive:
- Monitoraggio periodico della densità ossea con MOC
- Assunzione adeguata di calcio e vitamina D
- Attività fisica regolare, soprattutto con esercizi di resistenza e impatto
- In alcuni casi, terapia farmacologica preventiva (es. bisfosfonati)
La comunicazione è fondamentale
Spesso i pazienti non sanno che un farmaco che assumono da anni possa avere un impatto sulla salute delle ossa. Un dialogo aperto con il medico consente di trovare un equilibrio tra i benefici della terapia e i rischi collaterali, riducendoli per quanto possibile.

