domenica, Gennaio 11, 2026
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Ossa e farmaci comuni: effetti da non sottovalutare

Alcuni farmaci di uso quotidiano – come cortisonici, antidepressivi, antiepilettici e anticoagulanti – possono indebolire le ossa se assunti a lungo. Questo articolo aiuta a capire quando preoccuparsi, cosa chiedere al medico e quali strategie usare per proteggere la salute scheletrica.

Molti trattamenti farmacologici fondamentali per la salute di cuore, cervello o altri organi possono, come effetto collaterale, compromettere la salute dello scheletro. Non significa che vadano evitati, ma che è importante conoscere i rischi e adottare misure protettive.

Cortisonici: alleati potenti, ma con effetti collaterali

I glucocorticoidi (cortisone e derivati) sono usati per curare infiammazioni, allergie, malattie autoimmuni. Se assunti per periodi prolungati, riducono la formazione ossea e aumentano il riassorbimento, favorendo l’osteoporosi. Il rischio cresce con dosi elevate e terapie croniche.

Antidepressivi e psicofarmaci: un rischio poco noto

Alcuni antidepressivi, in particolare gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), sono stati associati a una riduzione della densità minerale ossea e a un aumento del rischio di fratture, soprattutto negli anziani. Anche alcuni antipsicotici e ansiolitici possono interferire con l’equilibrio ormonale o la coordinazione motoria, aumentando il rischio di cadute.

Antiepilettici e barbiturici

Farmaci come la fenitoina, il fenobarbital e il valproato interferiscono con il metabolismo della vitamina D e del calcio. L’assunzione cronica può compromettere la mineralizzazione ossea, in particolare nei giovani pazienti e nelle donne in menopausa.

Anticoagulanti e osteoporosi

L’eparina, se usata a lungo, può aumentare il rischio di osteoporosi. Anche il warfarin può avere effetti sulla vitamina K, importante per la salute delle ossa. I nuovi anticoagulanti orali (NAO) sembrano avere un impatto minore, ma è comunque utile parlarne con il medico.

Inibitori dell’aromatasi e salute ossea

Nelle donne operate di tumore al seno, le terapie ormonali come gli inibitori dell’aromatasi abbassano i livelli di estrogeni, accelerando la perdita ossea. In questi casi, spesso si affianca una terapia protettiva per lo scheletro.

Quando parlarne con il medico

È importante discutere con il medico curante o con il farmacista:

  • se si devono iniziare terapie lunghe con uno di questi farmaci
  • se si ha una storia di fratture o osteoporosi in famiglia
  • se si notano dolori ossei, perdita di altezza o cambiamenti nella postura

Strategie di prevenzione

Non sempre è possibile evitare il farmaco. Ma ci sono misure preventive:

  • Monitoraggio periodico della densità ossea con MOC
  • Assunzione adeguata di calcio e vitamina D
  • Attività fisica regolare, soprattutto con esercizi di resistenza e impatto
  • In alcuni casi, terapia farmacologica preventiva (es. bisfosfonati)

La comunicazione è fondamentale

Spesso i pazienti non sanno che un farmaco che assumono da anni possa avere un impatto sulla salute delle ossa. Un dialogo aperto con il medico consente di trovare un equilibrio tra i benefici della terapia e i rischi collaterali, riducendoli per quanto possibile.

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