venerdì, Giugno 21, 2024
SpecialitàpediatriaZoledronato e densità minerale ossea in bambini con paralisi cerebrale

Zoledronato e densità minerale ossea in bambini con paralisi cerebrale

Uno studio randomizzato e controllato mostra che lo zoledronato aumenta la densità minerale ossea nei bambini non deambulanti con paralisi cerebrale

La paralisi cerebrale (CP) è la causa più comune di compromissione motoria nei bambini e si verifica in circa 2 su 1000 nati vivi. Le funzioni motorie di bambini e adulti con CP si classificano i 5 livelli. Gross Motor Function Classification System (GMFCS) IV e V descrivono individui non deambulanti. All’aumentare del livello di GMFCS diminuisce la densità minerale ossea (BMD) e cresce il rischio di fratture: le fratture nei bambini con paralisi cerebrale non deambulanti spesso si verificano senza traumi o con traumi minimi nonostante un basso livello di attività fisica. In uno studio retrospettivo con 619 pazienti con CP, il tasso di frattura sembrava aumentare dal 6% al 15% con ogni diminuzione della SD nella BMD (punteggio Z) del femore distale.

Per dare evidenza al fatto che lo zoledronato possa ridurre i tassi di frattura nei bambini con paralisi cerebrale (CP), un gruppo di ricercatori danesi ha condotto uno studio randomizzato, controllato, in doppio cieco, analizzando l’effetto di due dosi di trattamento sui punteggi Z della densità minerale ossea (BMD) in pazienti con CP GMFCS IV-V.

I bambini non deambulanti con paralisi cerebrale (da 5 a 16 anni di età) sono stati randomizzati 1:1 a ricevere 2 dosi di zoledronato o placebo a un intervallo di 6 mesi.

Per calcolare le variazioni del punteggio Z della BMD a livello della colonna lombare e del femore distale laterale (LDF) sono state effettuate scansioni assorbimetriche a raggi X a doppia energia.

Il monitoraggio includeva peso, età ossea, stadiazione puberale, lunghezza del ginocchio, eventi avversi, marcatori biochimici e questionari.

I risultati dello studio

Sono stati randomizzati 24 partecipanti e tutti hanno completato lo studio. Quattordici sono stati assegnati al gruppo che ha assunto zoledronato.

Grazie ai trattamento con 0,025 e 0,05 mg/kg di zoledronato a 0 e 6 mesi, lo Z-score medio della BMD della colonna lombare è aumentato di 0,8 DS (IC al 95%: 0,4; 1,2) nel gruppo zoledronato, un valore significativo se confrontato con 0,0 SD (IC al 95%: -0,3; 0,3) nel gruppo placebo. Allo stesso modo, i punteggi Z della BMD del femore distale laterale sono aumentati maggiormente nel gruppo zoledronato.

Le reazioni avverse acute sono state frequenti dopo la prima dose e alcune sono state segnalate come gravi. Una reazione avversa grave con ipocalcemia ha richiesto il ricovero notturno. Il turnover osseo è stato ridotto, ma la crescita non è stata influenzata.

Evidenza dell’efficacia di zoledronato

Lo zoledronato per 12 mesi ha aumentato significativamente i punteggi Z della BMD senza influenzare la crescita, ma gli effetti collaterali della prima dose sono stati comuni e considerevoli.

I risultati dello studio hanno documentato l’effetto positivo di un bisfosfonato di terza generazione e ampliato la conoscenza delle strategie per migliorare la salute delle ossa nei bambini con paralisi cerebrale. Si raccomandano ulteriori ricerche su una prima dose di zoledronato più bassa e sull’effetto sui tassi di frattura e sul dolore.

La revisione

Jakob Bie Granild-Jensen, Bjarne Møller-Madsen, Gija Rackauskaite, Stense Farholt, Charlotte Søndergaard, Tine Høg Sørensen, Esben Thyssen Vestergaard, Bente Lomholt Langdahl Zoledronate Increases Bone Mineral Density in Nonambulant Children With Cerebral Palsy: A Randomized Controlled Trial, The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, Volume 108, Issue 11, November 2023, Pages 2840–2851, https://doi.org/10.1210/clinem/dgad299

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