Il polso è una delle articolazioni più mobili e complesse del corpo umano, formato da numerose piccole ossa che lavorano in armonia per permettere movimenti di precisione e forza. È anche una delle zone più esposte a fratture, specialmente quando si cade con le mani tese per proteggersi.
Le fratture del polso – in particolare le fratture del radio distale – rappresentano circa il 15% di tutte le fratture e sono molto frequenti nelle donne sopra i 50 anni, soprattutto in presenza di osteopenia o osteoporosi.
Come avviene una frattura del polso?
Spesso basta poco: una caduta accidentale in casa, un tappeto scivoloso, un marciapiede irregolare. Il riflesso naturale è quello di allungare le mani per attutire l’impatto, e il polso paga le conseguenze.
In altre situazioni, può trattarsi di traumi più violenti, come incidenti stradali o sportivi. Tuttavia, nelle persone con fragilità ossea, anche un trauma minimo può provocare una frattura.
I sintomi: quando sospettare una frattura
Non tutte le fratture del polso sono evidenti. Ecco i segnali a cui prestare attenzione:
- Dolore intenso nella zona del polso o dell’avambraccio
- Gonfiore e possibile deformazione
- Difficoltà o impossibilità a muovere il polso o afferrare oggetti
- Comparsa di ematomi (lividi)
- Sensazione di “scatto” o rumore al momento del trauma
In caso di dubbio, è fondamentale recarsi subito al pronto soccorso o dal medico per eseguire una radiografia.
Le cure: dipende dal tipo di frattura
Il trattamento dipende dalla gravità, dal tipo e dal grado di spostamento delle ossa. Le opzioni principali sono:
- Immobilizzazione con gesso o tutore per 4–6 settimane, se la frattura è composta e stabile
- Riduzione e immobilizzazione, se la frattura è scomposta ma riducibile
- Chirurgia (osteosintesi con placche o viti), nei casi più complessi o instabili
Il medico può anche prescrivere analgesici, antinfiammatori e, nei pazienti con osteoporosi, valutare la necessità di farmaci per rinforzare l’osso.
Dopo il gesso: riabilitazione e attenzione
Una volta rimosso il gesso, il polso può apparire rigido e dolorante. La fisioterapia è fondamentale per recuperare:
- Mobilità articolare
- Forza muscolare
- Funzionalità nella vita quotidiana
Nel frattempo, è importante monitorare la densità ossea e valutare con il medico strategie per la prevenzione delle cadute e delle recidive.
Un campanello d’allarme per le ossa
Una frattura del polso in età adulta può essere il primo segnale di fragilità scheletrica. Studi scientifici dimostrano che chi ha avuto una frattura del polso ha un rischio aumentato di:
- Fratture future, in particolare a femore e vertebre
- Osteoporosi non diagnosticata
- Perdita progressiva di autonomia
Per questo motivo, dopo una frattura, è importante non fermarsi al gesso, ma indagare le cause sottostanti: osteopenia, menopausa precoce, carenze nutrizionali, sedentarietà, terapie farmacologiche.
La prevenzione: cosa possiamo fare
Ecco alcune semplici ma efficaci strategie preventive:
- Curare la salute ossea con alimentazione, vitamina D, attività fisica regolare
- Ridurre il rischio di cadute in casa e fuori (illuminazione, tappeti, scarpe adeguate)
- Monitorare la densità ossea con MOC nei soggetti a rischio
- Affrontare tempestivamente eventuali fratture per evitare complicanze

