lunedì, Febbraio 2, 2026
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Qualità ossea: il ruolo del D-chiro-inositolo oltre la densità minerale

La resistenza dell’osso non dipende solo dalla densità minerale, ma anche dalla qualità ossea. In condizioni metaboliche come diabete e sindrome metabolica, la qualità ossea può risultare compromessa nonostante una BMD conservata. Evidenze precliniche suggeriscono un possibile ruolo del D-chiro-inositolo nel supporto della microarchitettura e della mineralizzazione ossea.

Amenorrea ipotalamica funzionale e salute ossea

In assenza di recupero del ciclo mestruale dopo interventi sullo stile di vita, il trattamento farmacologico diventa cruciale per la protezione scheletrica nelle donne con amenorrea ipotalamica funzionale. Questa revisione sistematica con network meta-analisi analizza 13 trial randomizzati, confrontando HRT transdermica, HRT orale, COCP e terapie anaboliche. L’HRT transdermica migliora significativamente la BMD lombare e femorale, mentre il teriparatide mostra il maggiore effetto sulla colonna lombare.

D-chiro-inositolo: un nuovo alleato per l’osso

Nella videointervista, il prof. Roberto Baldelli approfondisce il ruolo del D-chiro-inositolo nella salute ossea, analizzandone meccanismo d’azione, evidenze scientifiche e potenziale utilizzo nell’osteopenia.

CRPS-1: neridronato in sviluppo negli Stati Uniti

Il neridronato, già utilizzato in Italia per la CRPS, sarà sviluppato negli USA da Ambros Therapeutics, nuova biotech co-fondata da Abiogen. Previsto uno studio Fase 3 nel 2026, sostenuto da designazioni FDA accelerate. Obiettivo: colmare l’attuale assenza di terapie approvate negli Stati Uniti.

D-chiro-inositolo: un alleato contro il riassorbimento osseo

Il D-chiro-inositolo (DCI), noto per il ruolo nel metabolismo glucidico e ovarico, mostra un promettente effetto protettivo sull’osso. Agendo sulla via RANKL-RANK-TRAF6, riduce la formazione e l’attività degli osteoclasti, migliorando densità e qualità ossea. Nei modelli animali di osteoporosi, il DCI ha effetti paragonabili all’estradiolo nel recupero della mineralizzazione.

Osteopenia, parla l’esperto

Nella videointervista, la Prof.ssa Annamaria Colao parla di osteopenia e di come sia fondamentale riconoscerla al fine di prevenire l’osteoporosi e le fratture da fragilità

Sfide e prospettive nella gestione ossea dell’ipogonadismo ipogonadotropo maschile

La terapia ormonale rappresenta lo standard di cura nell’ipogonadismo ipogonadotropo maschile (HH), ma la sua capacità di ripristinare completamente la salute scheletrica rimane incerta. Una recente revisione sistematica e meta-analisi ha dimostrato che la BMD raramente raggiunge i valori normali, in particolare nei pazienti con forme congenite (CHH). Le implicazioni cliniche sono rilevanti: occorre un monitoraggio più rigoroso, un approccio terapeutico multidimensionale e una maggiore attenzione alla prevenzione delle fratture.

Diagnosi più rapida dell’AVP deficiency con LC-MS/MS

Il dosaggio dell’arginina vasopressina (AVP) con LC-MS/MS, rispetto al tradizionale radioimmunoassay (RIA), consente di ridurre i tempi del test di infusione salina ipertonica (HST) senza sacrificare sensibilità e specificità. I risultati aprono nuove prospettive per la diagnosi dell’AVP deficiency, con potenziali benefici clinici e pratici.

Strategie di tapering nel morbo di Graves e il ruolo della dose minima

Un ampio studio retrospettivo del Kuma Hospital di Kobe su oltre 4300 pazienti con morbo di Graves mostra che scalare il metimazolo sotto i 2,5 mg/die prima della sospensione riduce nettamente il rischio di recidiva, con i migliori risultati a dosi ≤1,25 mg/die. La “dose minima” emerge così come variabile terapeutica cruciale, capace di orientare nuove strategie cliniche di tapering.

Un modello generativo transformer per prevedere la storia naturale delle malattie

Lo studio presenta Delphi-2M, un modello basato su transformer capace di prevedere simultaneamente l’incidenza futura di oltre 1.000 malattie, utilizzando dati clinici longitudinali. Per gli specialisti della salute ossea, Delphi-2M apre nuove strade: prevedere rischio di fratture, decadimento osseo correlato a comorbilità, personalizzare screening e interventi precoci basati su profilo complessivo di salute.

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