venerdì, Maggio 24, 2024
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Densità ossea e viaggi nello spazio

Una nuova ricerca condotta sui topi dimostra che, nello spazio, i cambiamenti nel microbiota intestinale possono essere associati a una perdita di densità ossea

Al fine di comprendere maggiormente quali effetti un tempo nello spazio, più o meno prolungato, possa avere sullo stato di salute delle ossa, in uno studio recente di Shi et al. sono stati inviati 20 topi alla Stazione Spaziale Internazionale, un vero e proprio laboratorio internazionale che orbita a 400km dalla superficie terrestre.

Gli studi che sono stati fatti al loro ritorno sulla Terra interessavano il microbiota intestinale e la densità minerale ossea (BDM), entrambi risultati alterati dopo “soggiorno” nello spazio.

Cosa succede nello spazio?

Già da molti anni è noto il fenomeno per cui gli astronauti perdono tra l’1 e il 2% della densità ossea per ogni mese trascorso nello spazio, e recentemente è venuto alla luce come l’esposizione prolungata alla microgravità causi un’alterazione anche al microbiota intestinale.

Lo studio in oggetto ha previsto che 10 topi tornassero sulla terra dopo 4 settimane e mezzo, i restanti 10 sono rimasti in orbita per nove settimane totali. Il microbiota intestinale e la BMD sono stati analizzati prima e dopo il lancio dei roditori, inoltre un campione altrettanto numeroso è stato preso come controllo ed è stato fatto alloggiare nelle stesse condizioni dei “topi astronauti” ma sulla Terra.

Rispetto ai controlli, il microbiota dei roditori che hanno trascorso 4 settimane e mezzo nello spazio è risultato alterato, la perdita di densità ossea considerevole e hanno riscontrato livelli ematici elevati di metaboliti come acido lattico e acido malico, entrambi associati proprio al rimodellamento osseo. Nei topi rimasti in orbita per 9 settimane questi esiti sono stati confermati e in proporzione sono risultati più elevati.

Tra i metaboliti riscontrati nel sangue anche il glutatione, noto per i suoi effetti antiossidanti e per il suo ruolo nel regolare l’attività degli osteoblasti, le cellule deputate alla sintesi e alla mineralizzazione delle ossa.

Per quanto riguarda il microbiota è risultato essere alterato e maggiormente diversificato rispetto ai topi non sottoposti alla microgravità, in particolare due specie batteriche erano in concentrazioni maggiori: Lactobacillus e Dorea, il cui metabolismo è coinvolto nella produzione di molecole responsabili del rimodellamento osseo.

Altri batteri inaspettatamente più numerosi dopo il viaggio dei topi nello spazio sono stati il Clostridium, Romboutsia e Ruminiclostridium, mentre i batteri Hungatella erano significativamente diminuiti.

Ovviamente si tratta di uno studio pilota e saranno necessari numerosi altri studi per convalidare l’ipotesi della correlazione tra alterazione del microbiota intestinale e diminuzione della densità ossea nello spazio.

 

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