giovedì, Febbraio 22, 2024
SpecialitàimmunologiaCeliachia e densità ossea

Celiachia e densità ossea

La celiachia è una malattia autoimmune indotta dal glutine, ed è spesso associata ad una bassa densità ossea soprattutto nei bambini e giovani adulti

Questo articolo, tratto dalla review di Mosca et al. vuole andare a esaminare la correlazione tra la densità minerale ossea (BMD) e la celiachia diagnosticata, spesso tardivamente, in giovani adulti i quali sono quindi soggetti ad un maggior ischio di frattura; inoltre vedremo quali sono gli effetti di una dieta gluten-free (GF), accompagnata dall’assunzione di integratori di vitamina D, e gli effetti dei farmaci anti-riassorbitivi.

Celiachia

La celiachia è una malattia cronica, autoimmune, caratterizzata dal malassorbimento dei nutrienti in seguito all’ingestione del glutine, un complesso proteico la cui principale proteina è la gliadina, presente in particolar modo nelle farine di frumento, farro, orzo e altri cereali. Questa malattia è caratterizzata dalla sovra-espressione dell’antigene HLA di classe II, coinvolto nell’attivazione dei linfociti T che danno origine al processo autoimmunitario; la risposta infiammatoria mediata dai linfociti T porta a un’atrofia dei villi intestinali e quindi a un malassorbimento dei nutrienti. La celiachia può insorgere a qualsiasi età, con sintomi diversi e di diversa gravità, ma non essendo uno screening obbligatorio spesso rimane non diagnosticata per anni, anche se insorta durante la prima infanzia, causando un peggioramento dei sintomi associati.

E le ossa?

La salute delle ossa viene coinvolta negativamente dalla celiachia se non curata, a causa del processo infiammatorio in atto ma soprattutto a causa del malassorbimento intestinale dei nutrienti, in particolar modo di calcio e vitamina D. Gli effetti collaterali più frequenti in pazienti celiaci diagnosticati tardivamente sono osteopenia, osteoporosi e rischio di fratture, che nei pazienti celiaci è stato visto essere del 30% più alto che nei soggetti sani, e per quanto riguarda nello specifico la frattura del bacino hanno un 69% in più di possibilità che avvenga.

Lo studio

Questa review raccoglie i dati presenti in letteratura riguardo 1) la prevalenza di osteopenia ed osteoporosi in giovani adulti (20-35 anni) appena diagnosticati con malattia celiaca; 2) gli effetti di una dieta gluten-free, iniziata al momento della diagnosi, sulla densità minerale ossea; 3) gli effetti di una combinazione di dieta GF e integratori di vitamina D e probiotici sempre sulla BMD e infine 4) gli effetti dell’assunzione di farmaci anti-riassorbitivi per osteoporosi.

Sono stati identificati i tre studi maggiormente rilevanti, uno neozelandese, uno italiano e uno argentino. In tutto sono stati analizzati i dati di 188 pazienti, tutte donne. Tutti e tre gli studi hanno evidenziato una stretta correlazione tra una celiachia non trattata e una diminuzione della BDM.

Nello studio di Zanchetta et al. 31 donne in pre-menopausa appena diagnosticate con la malattia celiaca hanno mostrato una significativa diminuzione della BMD lombare, del collo del femore e del radio distale paragonate a donne sane della stessa età, circa 30 anni. Nello stesso studio è stata dimostrata l’influenza della dieta gluten-free, in pazienti appena diagnosticati, sulla BDM che è aumentata considerevolmente in tutte le zone prese in considerazione, rispetto agli stessi soggetti prima della diagnosi. Nello studio di Passanti et al., invece, hanno scelto 110 donne a cui hanno misurato la BDM al momento della diagnosi di celiachia e poi sono state randomicamente divise in due gruppi da 55: un gruppo è stato rianalizzato dopo 2 anni di dieta GF e la BMD è risultata aumentata nel femore, il secondo gruppo è stato rianalizzato dopo 5 anni dalla diagnosi la BMD è risultata aumentata significativamente sia nel femore che nella colonna, mostrando quanto sia importante seguire una corretta dieta gluten-free.

Conclusioni

Nonostante siano pochi gli studi a riguardo, la correlazione tra la celiachia non trattata o diagnosticata tardivamente e una diminuzione della densità minerale ossea è inequivocabile. Questa evidenza è particolarmente marcata nei bambini e negli adolescenti, motivo per cui si rende necessario l’inserimento dell’analisi della BDM come esame di routine per tutti i pazienti appena diagnosticati.

Sembra anche evidente che la densità minerale ossea abbia forti benefici da una corretta dieta senza glutine.

Un’ultima analisi riguarda l’assunzione di integratori e farmaci anti-riassorbitivi. Uno studio ha analizzato 34 pazienti divisi in due gruppi, rispettivamente uno che ha affiancato alla dieta GF l’assunzione di calcio e vitamina D, l’altro ha ricevuto una singola iniezione di acido zoledronico (anti-riassorbitivo). In entrambi i casi, dopo 1 anno dalla diagnosi, si è potuto apprezzare un incremento della BMD tuttavia la differenza tra i due gruppi non è stata significativa, portando alla conclusione che in questi casi l’anti-riassorbitivo apporti un beneficio quasi paragonabile all’integrazione di calcio e vitamina D.

 

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