giovedì, Giugno 13, 2024
SpecialitàimmunologiaOsteoporosi da morbo di Crohn: prevenirla con un programma di esercizio fisico

Osteoporosi da morbo di Crohn: prevenirla con un programma di esercizio fisico

Lo studio controllato randomizzato PROTECT ha mostrato l’efficacia preventiva dell’osteoporosi di un programma di allenamento che alterna esercizi di impatto e resistenza

Il morbo di Crohn può comportare osteoporosi e, conseguentemente, maggiore incidenza di fratture ossee. È noto che gli esercizi fisici di impatto e resistenza aiutano a prevenire l’osteoporosi da malattia di Crohn. Tuttavia, non esiste molta letteratura in merito e le raccomandazioni si basano principalmente sulla popolazione generale, i cui dati potrebbero non essere generalizzabili alle persone con morbo di Crohn. Il gruppo di ricerca di Katherine Jones ha, quindi, condotto uno studio controllato randomizzato, denominato PROTECT (PROgressive resistance Training Exercise and Crohn’s disease Trial), per valutare l’efficacia di un programma di allenamento della durata di 6 mesi. Combinando esercizi di resistenza e di impatto, questo programma ha portato a un miglioramento nella densità minerale ossea (BMD) nella spina lombare dei pazienti.

Morbo di Crohn, osteoporosi ed esercizio fisico

Studi osservazionali e studi controllati randomizzati mostrano che l’attività fisica ha effetti benefici sulla massa ossea a tutte le età. Infatti, la forza esercitata dai muscoli sullo scheletro assiale stimola la formazione ossea. In particolare, risultano ottimali combinazioni di esercizi di impatto, come corsa e salto, e di resistenza, come le flessioni. Nel luglio del 2020, su Alimentary Pharmacology & Therapeutics, è stata pubblicata la prima ricerca che valuta l’efficacia di un trattamento che combina entrambe le forme di esercizio fisico sull’osteoporosi derivante da morbo di Crohn.

La malattia di Crohn, infatti, può comportare indebolimento osseo a causa di fattori quali:

Lo studio

Lo studio PROTECT di Katherine Jones e colleghi ha indagato l’effetto sulla BMD e sulla funzionalità muscolare di un programma di esercizio fisico in persone con morbo di Crohn. I pazienti, maggiori di sedici anni d’età, sono stati divisi in due gruppi:

  • 23 pazienti che seguivano il programma di allenamento oltre a essere sottoposti alle cure per la malattia di Crohn;
  • 24 pazienti sottoposti solo al trattamento per il morbo di Crohn.

Il programma di allenamento, della durata di 6 mesi, consisteva in sessioni di un’ora, 3 volte a settimana, in giorni non consecutivi, per un totale di 78 sessioni. Dodici sessioni erano supervisionate, inoltre i partecipanti ricevevano telefonate di supporto ogni mese.

Ogni sessione era suddivisa in tre parti:

  • i primi 5 minuti erano dedicati al riscaldamento, in cui i pazienti eseguivano esercizi quali camminamento sul posto, punch, squat e di stretching dinamico.
  • Per circa 50 minuti, i pazienti alternavano esercizi di impatto (salto della corda per almeno 5 minuti, 2-3 set di ripetizioni di salti quali scissor jump, squat jump, salti in lungo) ed esercizi di resistenza (2-3 set di 10-15 ripetizioni di esercizi come flessioni, squat, affondi, ponti, reverse fly, estensione dei tricipiti, sollevamenti laterali). Gli esercizi di resistenza erano eseguiti a corpo libero o con bande elastiche TheraBand® e la loro intensità era da moderata a forte, valutata secondo la Resistance Intensity Scale for Exercise.
  • Nella fase di defaticamento, della durata di circa 5 minuti, i pazienti eseguivano esercizi di stretching per i principali gruppi muscolari.

Il giorno prima dell’inizio del programma e poi a distanza di 3 e 6 mesi di tempo, i ricercatori misuravano la BMD (tramite assorbimetria a raggi X a doppia energia) e la funzionalità muscolare (valutata tramite forza e resistenza muscolare degli arti).

Esercizi di resistenza e impatto: i benefici sulle ossa nei pazienti con morbo di Crohn

Dallo studio risulta che, a 6 mesi di distanza dall’inizio dell’allenamento, i pazienti che avevano praticato l’attività fisica indicata presentavano un valore di BMD significativamente superiore a livello della spina lombare, con un effetto medio pari al 3,8%. Non si sono riscontrate differenze rilevanti a livello di grande trocantere o collo del femore, in cui il miglioramento medio era del 2,3%. Tali risultati sono comunque importanti, perché sono associati a una riduzione del 28% del rischio di frattura vertebrale e al 15-22% di riduzione del rischio di frattura dell’anca. Naturalmente, affinché l’effetto positivo sulle ossa sia duraturo occorre continuare il programma.

Occorre osservare che la BMD è responsabile di circa il 65% della resistenza meccanica dell’osso: tenere in considerazione altri parametri come la microarchitettura ossea potrebbe evidenziare ulteriori vantaggi della terapia.

Emergono inoltre altri effetti positivi, poiché gli esercizi sembrano implementare la funzionalità muscolare e diminuire l’affaticamento dei pazienti con morbo di Crohn. Tuttavia, occorrono ulteriori indagini in merito.

Fonte: Jones K, Baker K, Speight RA, Thompson NP, Tew GA. Randomised clinical trial: combined impact and resistance training in adults with stable Crohn’s disease. Aliment Pharmacol Ther. 2020 Sep;52(6):964-975. doi: 10.1111/apt.16002. Epub 2020 Jul 30. PMID: 331

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