giovedì, Febbraio 22, 2024
SpecialitàdietologiaAllergie alimentari e salute delle ossa nei bambini

Allergie alimentari e salute delle ossa nei bambini

La presenza di allergie alimentari è associata a un aumento di rachitismo alimentare, osteopenia e fratture osteoporotiche nei bambini

Le allergie alimentari e le diete restrittive utilizzate per la loro gestione sono associate a un aumento dell’incidenza di osteopenia, fratture osteoporotiche e rachitismo in età pediatrica. Per consentire un efficace monitoraggio della salute ossea del bambino è importante indagare su quali fattori siano maggiormente associati ad alterazioni del metabolismo osseo e su quali metodi possano essere impiegati per la prevenzione di tali condizioni.

Allergie alimentari nella popolazione pediatrica

A livello globale, le allergie alimentari nell’infanzia sono in aumento. Colpiscono il 5% circa della popolazione pediatrica, con conseguenze significative sulla salute, come asma e dermatite atopica fino alla possibilità di shock anafilattico. Gli allergeni più comuni tra i bambini sono il latte, le uova, la soia e la farina. Talvolta, le allergie alimentari sono presenti in concomitanza, ma esiste la possibilità che alcune di esse scompaiano con la crescita.

La gestione delle allergie alimentari consiste in diete restrittive, che prevedono l’evitamento degli allergeni. Se non ben controllata, la limitazione degli alimenti può dare carenze alimentari, con conseguenze anche gravi sullo sviluppo del bambino. Per queste ragioni, sono fondamentali controlli frequenti che riducano la possibilità di disturbi e verifichino correttamente la presenza delle allergie, per evitare limitazioni inutili.

Allergie alimentari e salute delle ossa nei bambini

La letteratura riporta casi di rachitismo, fratture osteoporotiche e osteopenia associati alla presenza di allergie alimentari nei bambini. Questo può essere dovuto a diverse cause.

  • Le allergie alimentari, se non diagnosticate e affrontate mediante l’evitamento degli allergeni, possono provocare infiammazioni croniche del tratto intestinale, che limitano l’assorbimento dei nutrienti.
  • Le restrizioni alimentari per evitare l’assunzione di allergeni possono determinare carenze nutrizionali. Secondo un recente studio italiano pubblicato sull’International Journal of Food Sciences and Nutrition, l’apporto di micronutrienti, inclusi calcio e vitamina D, sarebbe spesso subottimale nei bambini in età scolare, soprattutto in caso di allergie alimentari. Altre ricerche confermano differenze significative nell’apporto di vitamina D tra bambini con allergie alimentari e bambini che non ne sono colpiti.

Fattori di rischio

Secondo la letteratura, i bambini con allergie alimentari più a rischio di disturbi alle ossa presentano:

  • allergie alle proteine ​​del latte vaccino;
  • allergie a più di 3 alimenti contemporaneamente;
  • fenotipi allergici gravi;
  • comorbidità che interessano lo scheletro;
  • patologie croniche che rendono necessarie terapie che inducono fragilità ossea, come i corticosteroidi.

Prevenire disturbi ossei nei bambini con allergie alimentari

Non c’è ancora consenso per quanto riguarda la valutazione della salute delle ossa nei bambini allergici agli alimenti. Nelle popolazioni ad alto rischio di osteopenia e rachitismo alimentare, indicazioni generali da uno studio pubblicato sul Journal of Pediatric Endocrinology and Metabolism sono:

  • Effettuare un’anamnesi accurata per individuare allergie alimentari, storia di fratture osteoporotiche del paziente, storia familiare di osteoporosi giovanile o precoce e presenza di patologie o farmaci che possono intaccare il metabolismo osseo;
  • Annualmente, verificare l’adeguatezza dell’apporto nutrizionale, valutare la salute dentale e monitorare la crescita del bambino;
  • Fornire una consulenza per uno stile di vita sano, che includa esercizio fisico regolare, controllo del peso ed esposizione responsabile ai raggi solari;
  • Effettuare annualmente analisi del sangue per calcio, fosfato, magnesio, fosfatasi alcalina, creatinina, vitamina D e paratormone (PTH).

Inoltre:

  • Se il paziente è sotto integratori o terapie che influiscono sulla salute dell’osso, è bene misurare il rapporto calcio/creatinina.
  • Se il livello di vitamina D è inferiore a 25 nmol/L (o 10 ng/mL) si consiglia di eseguire una radiografia del polso o del ginocchio, da ripetere a 3 mesi di integrazione con vitamina D per monitorarne l’efficacia.
  • Nei casi di storia di fratture, osteoporosi precoce in famiglia (sotto i 50 anni d’età), comorbidità che colpiscono le ossa, dolori ossei persistenti o grave compromissione della crescita (indice di massa corporea, BMI, sotto il 3° percentile per età e sesso), è consigliato effettuare controlli regolari di densità minerale ossea (BMD, Bone Mineral Density) tramite assorbimetria a raggi X a doppia energia (DXA) a livello della spina lombare e total body. In base ai risultati, si consiglia di ripetere questi esami ogni anno oppure più raramente (ogni 2-3 anni).

Sono necessari ulteriori studi che approfondiscano i rischi per la salute delle ossa e il significato dei possibili esami nei bambini con allergie alimentari. Far luce su questi aspetti, infatti, consentirebbe di individuare linee guida per prevenire rachitismo, osteopenia e osteoporosi precoce nella popolazione pediatrica.

 

Fonti:

Doulgeraki, A., Manousakis, E. and Papadopoulos, N. (2017) Bone health assessment of food allergic children on restrictive diets: a practical guide. Journal of Pediatric Endocrinology and Metabolism, Vol. 30 (Issue 2), pp. 133-139. DOI: 10.1515/jpem-2016-0162

D’Auria, E., Pendezza, E., Leone, A., Riccaboni, F., Bosetti, A., Borsani, B., Zuccotti, G., & Bertoli, S. (2022) Nutrient intake in school-aged children with food allergies: a case-control study, International Journal of Food Sciences and Nutrition, 73:3, pp. 349-356. DOI: 10.1080/09637486.2021.1975658

Che, D., Yu, L., Guo, Y., Ke, H. J., Liu, C., & Wu, J. L. (2022) Correlation between vitamin D levels and bone metabolism in children with cow’s milk allergy. Journal of International Medical Research, 50(1), 03000605211066071.

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