lunedì, Gennaio 26, 2026
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Stress materno durante l’allattamento e sviluppo osseo della prole

Sempre più studi mostrano che lo stress psicologico materno durante l’allattamento può influenzare la qualità dello sviluppo scheletrico della prole, con effetti che si estendono fino all’età adulta. Una panoramica delle evidenze e delle implicazioni cliniche per chi si occupa di metabolismo osseo.

Microbiota intestinale e osteoporosi postmenopausale lungo l’asse intestino-osso

Il microbiota intestinale emerge come fattore chiave nella fisiopatologia dell’osteoporosi postmenopausale, influenzando immunità, endocrinologia, assorbimento del calcio e attività osteoclastica. Le recenti evidenze suggeriscono che probiotici selezionati possano rappresentare un supporto terapeutico complementare, anche se la maggior parte delle prove deriva da modelli animali. Una sintesi critica dello studio pubblicato su Women’s Health mette in luce i meccanismi biologici e le potenzialità cliniche dell’asse intestino-osso.

Gestione clinica della sindrome di Turner

La sindrome di Turner (TS) rappresenta una delle principali condizioni genetiche femminili con implicazioni multisistemiche. Se diagnosticata e trattata precocemente, è possibile ottimizzare crescita, salute ossea, fertilità e prevenzione cardiovascolare. Tuttavia, la gestione clinica dell’adulta resta complessa.

AMH, un nuovo biomarcatore predittivo per l’osteoporosi postmenopausale

Uno studio prospettico statunitense condotto su 450 donne dimostra che livelli bassi di ormone anti-Mülleriano (AMH) in età riproduttiva media sono associati a una minore densità minerale ossea e a una maggiore attività del turnover osseo. I risultati aprono nuove prospettive per l’identificazione precoce delle donne a rischio di osteoporosi.

Osteostrong e carico osteogenico ad alta intensità nella gestione dell’osteoporosi postmenopausale

Uno studio clinico controllato dimostra l’efficacia e la sicurezza dell’allenamento a basso impatto e alta intensità su BMD e TBS nelle donne in postmenopausa

Romosozumab e fragilità ossea nelle pazienti diabetiche: nuovi orizzonti terapeutici

Uno studio post hoc dell’ARCH trial mostra come 12 mesi di trattamento con romosozumab, seguiti da 24 mesi di alendronato, migliorino significativamente densità minerale ossea e microarchitettura vertebrale in donne con osteoporosi e diabete di tipo 2.

PM2.5 e vitamina D in gravidanza, quali effetti sulla salute ossea?

Un’analisi su oltre 15.000 donne in gravidanza in Europa e Stati Uniti mostra come l’esposizione al particolato fine (PM2.5) possa compromettere i livelli di vitamina D, con implicazioni per la salute materna e fetale.

F-53B e il rischio di osteoporosi nei figli maschi esposti in utero

Un nuovo studio murino lancia l’allarme su un contaminante ambientale poco noto: il F-53B. Utilizzato come sostituto del PFOS, questo composto fluorurato si accumula nell’organismo e, se assunto in gravidanza, può compromettere gravemente la crescita ossea nei figli maschi, predisponendoli a osteoporosi precoce.

Microbiota intestinale e osteoporosi postmenopausale: un nuovo asse patogenetico

Un alleato imprevisto — o forse un nemico silenzioso — si cela nel tratto gastrointestinale: il microbiota. La ricerca clinica condotta da Zhu et al. e pubblicata su Gynecological Endocrinology nel 2025 apre una nuova prospettiva sulla patogenesi dell’osteoporosi postmenopausale (PMOP), suggerendo che le alterazioni della flora intestinale possano avere un ruolo diretto nella salute scheletrica femminile.

Nuove prospettive per il trattamento dell’osteoporosi postmenopausale

L’osteoporosi postmenopausale (PMO) colpisce milioni di donne in tutto il mondo, aumentando il rischio di fratture e compromettendo la qualità della vita. Denosumab, un...

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